Sabato 18 Febbraio 2006 al Centro Sociale di Siculiana la Pro Loco Siculiana per PERCORSI LETTERARI ha presentato la raccolta di racconti di Enza Pecorelli IL CAPOLINEA. E’ stato un grande successo di pubblico.
I lavori sono stati diretti splendidamente dalla prof. Patrizia Iacono responsabile del comitato TARGA DI MERITO della Pro Loco. Gli interventi sono stati intervallati dalle letture della bravissima IRENE LO CASTRO di stralci dei racconti del libro. Sono intervenuti: il Sindaco Giuseppe Sinaguglia, l’Assessore alla Cultura Santo Lucia, il presidente della pro loco Alphonse Doria, la poetessa Giuseppina Mira, editore dell’Elettra Giuseppe Giunta, del Centro Pier Paolo Pisolini Maurizio Masone, la scrittrice Enza Pecorelli.
Il libro è stato consegnato alla biblioteca comunale nelle mani del direttore Franco Caruana, La Targa di Merito della Pro Loco Siculiana è stata consegnata dall’insegnante Modicamore Giuseppina. Le foto sono di Federico Doria.
Saluto del presidente ALPHONSE DORIA
"Riflettevo che per noi della Pro Loco Siculiana, ogni volta mettere in opera un appuntamento come questo è motivo d’orgoglio. Perché presentare un libro alla comunità di Siculiana, e il suo Autore, presentare un giovane che con il massimo dei voti e la lode chiude la carriera scolastica è momento di crescita per tutta la comunità. Un libro è come una persona ha la sua vita, il suo percorso. E come ogni opera vive da se, sarà stato e sarà ancora compagno di tanti che lo leggeranno viaggerà in posti lontani di tutto il mondo, porterà diversi messaggi: quello dell’arte di Enza Pecorelli e del suo luogo di nascita: Siculiana. Siculiana pertanto significherà cultura e arte. Il nostro paese è di una ricchezza straordinaria sia nel campo creativo sia nel campo sociale. Vi sono pittori, musicisti, letterati e poeti come non mai. Qui presente nel percorso letterario dell’autrice abbiamo notato i consensi ricevuti a livello nazionale, abbiamo la straordinaria poetessa Giuseppina Mira che ormai la sua affermazione a livello nazionale è un dato di fatto abbastanza consistente. Il professore Bissi con le sue tante opere e molti altri. Nel campo sociale molte associazioni operano con successo: dall’Associazione donatori Sangue, all’Acsi, alla Misericordia e anche alla Pro Loco.
Come Pro Loco ci stiamo attivando al cambiamento della domanda turistica, oltre al cambiamento legislativo regionale. Ora non vi è più il turista che viene a mare, ma il viaggiatore, che vuole conoscere. Il viaggiatore, vuole incontrare sia la bellezza dei beni naturali e storici ma anche i beni culturali. Il nostro oro che è il nostro senso di ospitalità, il nostro modo di essere, la nostra gastronomia. Il viaggiatore viene in Sicilia per incontrare siciliani, viene a Siculiana per incontrare siculianesi, non vuole starsene rinchiuso in un recinto dove lì ha tutti i confort, ma vuole conoscere. Per migliorarci in questo senso abbiamo realizzato una modulistica da distribuire in tutti i punti di incontro con il viaggiatore, servirà a migliorarci come offerta, sia come propaganda sia come servizio. Con il signor Sindaco che abbiamo trovato sempre disponibile alle nostre richieste, quando prima realizzeremo un gazebo alla villa come ufficio di ricezione dell’ospite. Ormai con la nuova legge regionale, saranno smantellate le AATP vi saranno i distretti turistici, i quali mirano ad avere progetti unici di zona, dove devono intervenire per la realizzazione, sia il pubblico che il privato, il collant tra i due dovremmo essere noi Pro Loco e a questo siamo pronti.
Vorrei concludere con IL CAPOLINEA, un libro che si legge in un fiato e che mi ha lasciato dentro una piacevolissima sensazione, quella dell’arte femminile che nel nostro secolo è sempre più presente in tutta l’emancipazione della donna. L’arte non è prerogativa solo maschile in quanto atteggiamento di dimostrazione estetico, cosiddetto fitneess ma arte in quanto tale nell’opera femminile. Chiudo con un ringraziamento alle redazioni agrigentine di Gds, la Sicilia e Teleacras che ci ha dato la possibilità di pubblicizzare i nostri eventi. "
Prefazione della poetessa GIUSEPPINA MIRA
"E' così Enza Pecorelli. Così come la conoscerete attraverso la lettura di questo libro: amica della verità, nemica della ipocrisia.
Lei usa le parole per scavare e togliere i macigni dai cuori. Vuole far venire alla luce l'identità dei suoi personaggi, mostrandoli nella loro nudità.
Con mirabile padronanza del linguaggio smaschera le menzogne, andando alla ricerca di rapporti umani schietti, genuini, spontanei ed ogni parola viaggia assieme alle altre per giungere alla stazione dell'autenticità.
Sorveglia sulle parole con sensibilità e intelligenza, trasformandole in vicende drammatiche, ironiche, comiche.
La sua scrittura è immediata come i suoi personaggi che si delineano subito nel loro aspetto esteriore ed interiore, senza farsi inghiottire dalla nebbia.
La sua penna abile li porta fuori dall' alcova della sua fantasia e li fa circolare tra le pagine del libro e della vita.
La connotazione più rilevante dei racconti risiede nella posizione strategica delle parole pronte a dare impulso ai sentimenti e alle azioni che rispecchiano la strategia dei personaggi nel tracciare le coordinate sentimentali della loro vita.
Ciascuno è consapevole del ruolo che occupa, del fatto che la vita è un puzzle e ognuno dalla sua posizione strategica concorre a formarlo.
Le vicende, filtrate dall'animo, sfociano in gioia, commozione, pianto, dolore.
Il lettore si apre alle suggestioni della vita odierna e partecipa agli eventi proposti dal ricordo o dalla realtà presente, lasciandosi coinvolgere dalle movenze stilistiche di una narrativa permeata di soggettivismo, sul quale prevale la forza creatrice della parola
che è sorgente unitaria di ispirazione.
I racconti hanno "II sigillo della stella" che irradia una luce intensa, lasciando un segno indelebile; i balugini! che "II sogno" può creare; gli impulsi ironici degli "Appunti di viaggio"; le scansioni insolite che fanno sobbalzare di stupore i ritmi preordinati di "Tutti in fila"; le proposte amorose, ossessive e trasgressive, respinte da contrafforti che non lasciano spazio ad alcuna intenzione abrasiva ne "L'impermeabile blu"; le illusioni, gli impeti, le fiabe, le tentazioni de "II divano"; le trine sfrangiate di un cuore che si consuma nella solitudine del "Residence Ausonia"; i brevi soggiorni nostalgici della mente in "Algoritmo"; i ritorni ai lampi selvaggi dell' "Uragano Maddalena"; l'allontanamento dalla notte e l'approssimarsi dell'aurora "Al capolinea 101".
E' questo il senso del libro: un viaggio dalle ombre verso la luce. Un viaggio durante il quale ogni personaggio esce da se stesso, per cercare nella vita quelle situazioni in cui ritrovarsi, e tenta di giungere "Al capolinea", per ritornare in se stesso più ricco di
quelle emozioni che danno l"Al capolinea" è il traguardo che ciascuno si prefigge per la piena consapevolezza del proprio essere.
I racconti sono vettori di tematiche umane e sociali interessanti, descritte con un lessico vario e spesso innovativo che soddisfa le aspettative di coloro che credono nel racconto, specie se esso ha il sapore di una lettura deliziosa.
Lo stile corposo si modella in soluzioni narrative convincenti che liberano energia, collegata a emozioni che aderiscono ai personaggi rappresentati.
Sono pagine affascinanti che scandagliano la complessità della vita."
Intervento della scrittrice ENZA PECORELLI
"Parlare di se stessi non è facile, il rischio dell’autocelebrazione, della retorica e del sicuro rifugio in luoghi comuni è molto alto, perciò eviterò di soffermarmi sulla mia persona per descrivere brevemente quello che è il mio percorso che non ho la velleità di definire letterario,ma solo di appassionata e accanita lettrice che sta avendo la sfacciataggine di provare ad esprimere qualcosa.
Poesie ne ho scritte fin da ragazzina,come tutti del resto,a volte ho provato anche a intessere delle storie,brevi racconti,ma tutto finiva in fogli ammucchiati prima in un cassetto e in seguito in alcune cartelle archiviate gelosamente nel pc.
Era il mio spazio privato, come quei prati dietro le case, in cui ci si rifugia in solitudine per cercare di dipanare i fili dei propri pensieri.
Qualcuno mi chiedeva di leggere queste cose e superando la mia tendenza ad essere schiva ho mostrato sensazioni e sentimenti scaturiti negli anni.
A parecchi piacevano, e ne traevano impressioni vive, come di chi guarda un fotogramma o una sequenza di immagini.
Se in qualche modo con i miei assemblaggi di frasi e parole,riuscivo a trasmettere qualcosa,era il caso di continuare.
L’ho fatto e ho avuto anche l’ardire di mettermi in discussione, inviando qualche tentativo meno infelice a dei concorsi letterari.
Il risultato non è stato poi tanto deprimente, visto che anche a quelle giurie di gente abituata a leggerne migliaia; i miei scritti risultavano gradevoli.
Inutile affermare che ho continuato a coltivare l’insana passione di scrivere.
I racconti appartengono ad un’esperienza più recente.
Avevo scritto qualcosa, brevi segmenti con riferimenti autobiografici, ma mi pareva ogni volta di non aver nulla d’interessante da raccontare. Un giorno una mia amica per caso mi raccontò una vicenda che aveva vissuto, che m’intrigò moltissimo. Decisi di scriverne e devo dire che cominciai a prenderci gusto,facendomi prendere totalmente dalla narrazione e dai personaggi,che arricchivo di connotazioni personali. Il primo della serie di racconti fu quindi “L’impermeabile blu”, una storia vera in massima parte, come anche “Appunti di viaggio”, una gita in pullman ai limiti dell’inverosimile. E siccome scrivere è come mangiare cioccolatini o patatine,se prendi il vizio una tira l’altra,le storie successive sono scaturite come polle d’acqua sorgiva,prendendomi per mano e conducendomi per i sentieri loro. I personaggi alitavano dentro di me, ed io ne seguivo le tracce,in un immaginifico viaggio dentro e fuori le loro anime.
Ogni racconto ha avuto un tracciato diverso: molto spesso mi sono bloccata di fronte al bianco abbacinante delle pagine vuote, oppure ho lasciato sospese le storie perché alcuni personaggi nella mia fantasia rimanevano come inanimati. Poi bastava ripercorrere il loro cammino e il seguito veniva da sé; mi è sembrato in ogni caso di assecondare con la modulazione delle parole, delle frasi, una volontà espressiva che partendo da loro trovava in me una mediatrice piuttosto che una creatrice.
Una specie di pirandellismo alla buona, respirato fin dall’infanzia nell’aria girgentana che ne è pregna. Pirandello non me ne voglia, immagino che si rivolterà nella tomba,ma è la passione nei suoi confronti che mi fa da viatico.
Ho avuto mille perplessità e ripensamenti nel portare alla luce questo progetto, e il mio editore ne può dare ampia testimonianza, perché come nelle poesie, anche nei racconti, una piccola o grande porzione dell’anima di chi scrive emerge e rimane inerme e vulnerabile sotto il giudizio severo del lettore. Ho testato su alcuni amici l’effetto lettura e devo assicurare che ho avuto una quantità d’ incoraggiamenti pari alle critiche. Ciò mi ha permesso di aggiustare il tiro e di andare avanti fino al salto nel buio della pubblicazione.
Volevo realizzare un sogno, quello di vedere in una veste diversa dai fogli raggruppati in un raccoglitore di plastica, le cose che avevo scritto, consapevole dei miei limiti e della mia inesperienza. Ora il mio sogno ha una consistenza, e mi auguro sia un punto di partenza, modesto se vogliamo, ma mi sono messa in discussione, se coraggiosamente o incoscientemente ancora non so.
Questo è il mio Capolinea, un punto di partenza più che d’arrivo, l’input per altri progetti che spero di portare a termine.
L’Associazione Pro loco invita al prossimo appuntamento culturale."
I lavori sono stati diretti splendidamente dalla prof. Patrizia Iacono responsabile del comitato TARGA DI MERITO della Pro Loco. Gli interventi sono stati intervallati dalle letture della bravissima IRENE LO CASTRO di stralci dei racconti del libro. Sono intervenuti: il Sindaco Giuseppe Sinaguglia, l’Assessore alla Cultura Santo Lucia, il presidente della pro loco Alphonse Doria, la poetessa Giuseppina Mira, editore dell’Elettra Giuseppe Giunta, del Centro Pier Paolo Pisolini Maurizio Masone, la scrittrice Enza Pecorelli.
Il libro è stato consegnato alla biblioteca comunale nelle mani del direttore Franco Caruana, La Targa di Merito della Pro Loco Siculiana è stata consegnata dall’insegnante Modicamore Giuseppina. Le foto sono di Federico Doria.
Saluto del presidente ALPHONSE DORIA
"Riflettevo che per noi della Pro Loco Siculiana, ogni volta mettere in opera un appuntamento come questo è motivo d’orgoglio. Perché presentare un libro alla comunità di Siculiana, e il suo Autore, presentare un giovane che con il massimo dei voti e la lode chiude la carriera scolastica è momento di crescita per tutta la comunità. Un libro è come una persona ha la sua vita, il suo percorso. E come ogni opera vive da se, sarà stato e sarà ancora compagno di tanti che lo leggeranno viaggerà in posti lontani di tutto il mondo, porterà diversi messaggi: quello dell’arte di Enza Pecorelli e del suo luogo di nascita: Siculiana. Siculiana pertanto significherà cultura e arte. Il nostro paese è di una ricchezza straordinaria sia nel campo creativo sia nel campo sociale. Vi sono pittori, musicisti, letterati e poeti come non mai. Qui presente nel percorso letterario dell’autrice abbiamo notato i consensi ricevuti a livello nazionale, abbiamo la straordinaria poetessa Giuseppina Mira che ormai la sua affermazione a livello nazionale è un dato di fatto abbastanza consistente. Il professore Bissi con le sue tante opere e molti altri. Nel campo sociale molte associazioni operano con successo: dall’Associazione donatori Sangue, all’Acsi, alla Misericordia e anche alla Pro Loco.
Come Pro Loco ci stiamo attivando al cambiamento della domanda turistica, oltre al cambiamento legislativo regionale. Ora non vi è più il turista che viene a mare, ma il viaggiatore, che vuole conoscere. Il viaggiatore, vuole incontrare sia la bellezza dei beni naturali e storici ma anche i beni culturali. Il nostro oro che è il nostro senso di ospitalità, il nostro modo di essere, la nostra gastronomia. Il viaggiatore viene in Sicilia per incontrare siciliani, viene a Siculiana per incontrare siculianesi, non vuole starsene rinchiuso in un recinto dove lì ha tutti i confort, ma vuole conoscere. Per migliorarci in questo senso abbiamo realizzato una modulistica da distribuire in tutti i punti di incontro con il viaggiatore, servirà a migliorarci come offerta, sia come propaganda sia come servizio. Con il signor Sindaco che abbiamo trovato sempre disponibile alle nostre richieste, quando prima realizzeremo un gazebo alla villa come ufficio di ricezione dell’ospite. Ormai con la nuova legge regionale, saranno smantellate le AATP vi saranno i distretti turistici, i quali mirano ad avere progetti unici di zona, dove devono intervenire per la realizzazione, sia il pubblico che il privato, il collant tra i due dovremmo essere noi Pro Loco e a questo siamo pronti.
Vorrei concludere con IL CAPOLINEA, un libro che si legge in un fiato e che mi ha lasciato dentro una piacevolissima sensazione, quella dell’arte femminile che nel nostro secolo è sempre più presente in tutta l’emancipazione della donna. L’arte non è prerogativa solo maschile in quanto atteggiamento di dimostrazione estetico, cosiddetto fitneess ma arte in quanto tale nell’opera femminile. Chiudo con un ringraziamento alle redazioni agrigentine di Gds, la Sicilia e Teleacras che ci ha dato la possibilità di pubblicizzare i nostri eventi. "
Prefazione della poetessa GIUSEPPINA MIRA
"E' così Enza Pecorelli. Così come la conoscerete attraverso la lettura di questo libro: amica della verità, nemica della ipocrisia.
Lei usa le parole per scavare e togliere i macigni dai cuori. Vuole far venire alla luce l'identità dei suoi personaggi, mostrandoli nella loro nudità.
Con mirabile padronanza del linguaggio smaschera le menzogne, andando alla ricerca di rapporti umani schietti, genuini, spontanei ed ogni parola viaggia assieme alle altre per giungere alla stazione dell'autenticità.
Sorveglia sulle parole con sensibilità e intelligenza, trasformandole in vicende drammatiche, ironiche, comiche.
La sua scrittura è immediata come i suoi personaggi che si delineano subito nel loro aspetto esteriore ed interiore, senza farsi inghiottire dalla nebbia.
La sua penna abile li porta fuori dall' alcova della sua fantasia e li fa circolare tra le pagine del libro e della vita.
La connotazione più rilevante dei racconti risiede nella posizione strategica delle parole pronte a dare impulso ai sentimenti e alle azioni che rispecchiano la strategia dei personaggi nel tracciare le coordinate sentimentali della loro vita.
Ciascuno è consapevole del ruolo che occupa, del fatto che la vita è un puzzle e ognuno dalla sua posizione strategica concorre a formarlo.
Le vicende, filtrate dall'animo, sfociano in gioia, commozione, pianto, dolore.
Il lettore si apre alle suggestioni della vita odierna e partecipa agli eventi proposti dal ricordo o dalla realtà presente, lasciandosi coinvolgere dalle movenze stilistiche di una narrativa permeata di soggettivismo, sul quale prevale la forza creatrice della parola
che è sorgente unitaria di ispirazione.
I racconti hanno "II sigillo della stella" che irradia una luce intensa, lasciando un segno indelebile; i balugini! che "II sogno" può creare; gli impulsi ironici degli "Appunti di viaggio"; le scansioni insolite che fanno sobbalzare di stupore i ritmi preordinati di "Tutti in fila"; le proposte amorose, ossessive e trasgressive, respinte da contrafforti che non lasciano spazio ad alcuna intenzione abrasiva ne "L'impermeabile blu"; le illusioni, gli impeti, le fiabe, le tentazioni de "II divano"; le trine sfrangiate di un cuore che si consuma nella solitudine del "Residence Ausonia"; i brevi soggiorni nostalgici della mente in "Algoritmo"; i ritorni ai lampi selvaggi dell' "Uragano Maddalena"; l'allontanamento dalla notte e l'approssimarsi dell'aurora "Al capolinea 101".
E' questo il senso del libro: un viaggio dalle ombre verso la luce. Un viaggio durante il quale ogni personaggio esce da se stesso, per cercare nella vita quelle situazioni in cui ritrovarsi, e tenta di giungere "Al capolinea", per ritornare in se stesso più ricco di
quelle emozioni che danno l"Al capolinea" è il traguardo che ciascuno si prefigge per la piena consapevolezza del proprio essere.
I racconti sono vettori di tematiche umane e sociali interessanti, descritte con un lessico vario e spesso innovativo che soddisfa le aspettative di coloro che credono nel racconto, specie se esso ha il sapore di una lettura deliziosa.
Lo stile corposo si modella in soluzioni narrative convincenti che liberano energia, collegata a emozioni che aderiscono ai personaggi rappresentati.
Sono pagine affascinanti che scandagliano la complessità della vita."
Intervento della scrittrice ENZA PECORELLI
"Parlare di se stessi non è facile, il rischio dell’autocelebrazione, della retorica e del sicuro rifugio in luoghi comuni è molto alto, perciò eviterò di soffermarmi sulla mia persona per descrivere brevemente quello che è il mio percorso che non ho la velleità di definire letterario,ma solo di appassionata e accanita lettrice che sta avendo la sfacciataggine di provare ad esprimere qualcosa.
Poesie ne ho scritte fin da ragazzina,come tutti del resto,a volte ho provato anche a intessere delle storie,brevi racconti,ma tutto finiva in fogli ammucchiati prima in un cassetto e in seguito in alcune cartelle archiviate gelosamente nel pc.
Era il mio spazio privato, come quei prati dietro le case, in cui ci si rifugia in solitudine per cercare di dipanare i fili dei propri pensieri.
Qualcuno mi chiedeva di leggere queste cose e superando la mia tendenza ad essere schiva ho mostrato sensazioni e sentimenti scaturiti negli anni.
A parecchi piacevano, e ne traevano impressioni vive, come di chi guarda un fotogramma o una sequenza di immagini.
Se in qualche modo con i miei assemblaggi di frasi e parole,riuscivo a trasmettere qualcosa,era il caso di continuare.
L’ho fatto e ho avuto anche l’ardire di mettermi in discussione, inviando qualche tentativo meno infelice a dei concorsi letterari.
Il risultato non è stato poi tanto deprimente, visto che anche a quelle giurie di gente abituata a leggerne migliaia; i miei scritti risultavano gradevoli.
Inutile affermare che ho continuato a coltivare l’insana passione di scrivere.
I racconti appartengono ad un’esperienza più recente.
Avevo scritto qualcosa, brevi segmenti con riferimenti autobiografici, ma mi pareva ogni volta di non aver nulla d’interessante da raccontare. Un giorno una mia amica per caso mi raccontò una vicenda che aveva vissuto, che m’intrigò moltissimo. Decisi di scriverne e devo dire che cominciai a prenderci gusto,facendomi prendere totalmente dalla narrazione e dai personaggi,che arricchivo di connotazioni personali. Il primo della serie di racconti fu quindi “L’impermeabile blu”, una storia vera in massima parte, come anche “Appunti di viaggio”, una gita in pullman ai limiti dell’inverosimile. E siccome scrivere è come mangiare cioccolatini o patatine,se prendi il vizio una tira l’altra,le storie successive sono scaturite come polle d’acqua sorgiva,prendendomi per mano e conducendomi per i sentieri loro. I personaggi alitavano dentro di me, ed io ne seguivo le tracce,in un immaginifico viaggio dentro e fuori le loro anime.
Ogni racconto ha avuto un tracciato diverso: molto spesso mi sono bloccata di fronte al bianco abbacinante delle pagine vuote, oppure ho lasciato sospese le storie perché alcuni personaggi nella mia fantasia rimanevano come inanimati. Poi bastava ripercorrere il loro cammino e il seguito veniva da sé; mi è sembrato in ogni caso di assecondare con la modulazione delle parole, delle frasi, una volontà espressiva che partendo da loro trovava in me una mediatrice piuttosto che una creatrice.
Una specie di pirandellismo alla buona, respirato fin dall’infanzia nell’aria girgentana che ne è pregna. Pirandello non me ne voglia, immagino che si rivolterà nella tomba,ma è la passione nei suoi confronti che mi fa da viatico.
Ho avuto mille perplessità e ripensamenti nel portare alla luce questo progetto, e il mio editore ne può dare ampia testimonianza, perché come nelle poesie, anche nei racconti, una piccola o grande porzione dell’anima di chi scrive emerge e rimane inerme e vulnerabile sotto il giudizio severo del lettore. Ho testato su alcuni amici l’effetto lettura e devo assicurare che ho avuto una quantità d’ incoraggiamenti pari alle critiche. Ciò mi ha permesso di aggiustare il tiro e di andare avanti fino al salto nel buio della pubblicazione.
Volevo realizzare un sogno, quello di vedere in una veste diversa dai fogli raggruppati in un raccoglitore di plastica, le cose che avevo scritto, consapevole dei miei limiti e della mia inesperienza. Ora il mio sogno ha una consistenza, e mi auguro sia un punto di partenza, modesto se vogliamo, ma mi sono messa in discussione, se coraggiosamente o incoscientemente ancora non so.
Questo è il mio Capolinea, un punto di partenza più che d’arrivo, l’input per altri progetti che spero di portare a termine.
L’Associazione Pro loco invita al prossimo appuntamento culturale."




