Le famiglie riunite e affacciate ai balconi, gli automobilisti inconsapevoli e gli abitanti vicini
hanno potuto godere delle fantasie iridescenti de “lu casteddu di focu”
che alle nove circa della sera dell’1 Maggio hanno preso il via dopo il tradizionale colpo di avvertimento. I forti botti e il fragore delle esplosioni hanno scosso gli edifici e gli animi mentre gli allarmi delle auto riportavano alla materialità e al senso di possesso violato. Ma oltre alle solito fiamme saettanti e all’assordante
maskiata finali, l’effimero spettacolo di questa festa è anche arricchito dalle tradizionali luminarie.
A mio avviso questo anno la decorativa illuminazione multicolore è molto bella: la via Roma è un tunnel di merletti invece “lu quatru” posto davanti la Torre dell’orologio,
si staglia nel cielo rendendosi visibile da lontano. La vista panoramica di Siculiana nel buio notturno è così piacevolmente segnata dalle lucine che segnano lo skyline
della cupola, dalla spacco variopinto della via Mazzini e dai cerchi luccicanti di P.zza Umberto I. Non mancano le ripetute passeggiate “a li merguli”, lo sfoggio dei vestiti nuovi e buoni, le abituali
giostre, la “cubbasda”, le caramelle, “la nucidda”, “la simenza” , i palloncini, i pupazzi, il tiro a segno e i fumi a volte invitanti, a volte sgradevoli del pane con la salsiccia e la cipolla.
Giuseppe Sinaguglia